| |
| Antioco di Sulcis (chiesa)
|
|
|
Esercitava
la professione di medico nella Cappadocia e nella Galazia, nella parte
centrale dell’Asia Minore che era stata visitata da san Paolo nel suo primo
viaggio apostolico. Oltre a curare i corpi, si occupava anche delle anime,
convertendo molta gente al cristianesimo: il suo stesso lavoro lo portava
infatti a contatto con molte persone, in gran parte sofferenti, ed egli ne
approfittava per diffondere la nuova fede. Arrestato per ordine di Adriano,
che fu imperatore romano dal 117 al 138, nel tentativo di fargli rendere
omaggio agli idoli fu sottoposto a svariate torture e poiché queste non lo
piegarono fu esiliato nel Sulcis in Sardegna, nell’isola che oggi è chiamata
appunto Sant’Antioco ed è collegata alla costa sudoccidentale mediante un
istmo artificiale. Un soldato di nome Ciriaco lo accompagnò. Qui il nostro
medico condusse vita eremitica in una grotta a un miglio dal mare.
Denunciato alle autorità, furono inviati dei soldati per arrestarlo. Antioco
chiese un po’ di tempo per pregare ai piedi del piccolo altare che aveva
costruito con le sue mani e, ritiratosi nella spelonca, pregando morì.
Questo racconta una passio non più antica del secolo XI, la quale appare
tuttavia ricalcata su quella di un altro Antioco, martire a Sebaste, anche
lui medico e il cui carnefice si chiamava Ciriaco. Nel Sulcis il culto di
sant’Antioco è tuttavia assai più antico, poiché un frammento di
un’iscrizione dell’VIII o IX secolo - che a sua volta sembra la copia di
un’altra ancora più antica - si allude a una chiesa ornata con marmi e
dedicata al santo dal vescovo Prisco, vissuto probabilmente nel VI secolo.
Da questi documenti così incerti e in parete contrastanti - scrive nella
Bibliotheca Sanctorum il professore di Teologia don Gerolamo Dettori - è
impossibile determinare la vera personalità di Antioco, se si tratti cioè di
un vero santo locale, del quale però niente si conosceva prima che fosse
stata composta la passio, e perciò gli fu adattata quella dell’omonimo di
Sebaste, o se invece debba ritenersi un duplicato del santo armeno, del
quale si possedevano a Sulcis alcune reliquie. In altre parole: il martire
Antioco è morto nel Sulcis, o qui non vi sono giunti che alcuni suoi resti?
Il Martirologio Romano commemora sant’Antioco il 13 dicembre; la Chiesa
sarda invece lo festeggia il 13 novembre, giorno presunto della morte.
Nell’isola di Sant’Antioco fu costruita verso il 1100 una chiesa dedicata al
santo medico, esistente ancor oggi, che ne rimpiazzava una assai più antica.
Presso la chiesa una piccola catacomba risale molto indietro nel tempo:
secondo i Benedettini autori delle Vies des Saints essa potrebbe essere
stata pagana prima di essere utilizzata dai cristiani nel IV secolo, se non
già fin dalla fine del III, ma non vi è stato trovato alcun ricordo preciso
di sant’Antioco.
* * *
OGGI SI FESTEGGIANO ANCHE: Lucia,
giovane di Siracusa morta martire nel 304; Odilia, badessa
alsaziana dell’VIII secolo; Auberto, vescovo di Cambrai e Arras
nelle Fiandre, morto intorno al 668; Giudoco, re della Bretagna
ritiratosi a vita eremitica nel VII secolo.
|
|