10-08-03, pag. 8, Cagliari
 
 
 

«Il sindaco non ha competenze sulla caccia»



  SANT’ANTIOCO. ‹‹A nostro parere l’ordinanza del sindaco è illegittima perché la caccia non è materia che possa essere disciplinata dai Comuni - dice Pietro Bardi, del Movimento cacciatori sardi - ma dell’Assessorato Provinciale all’Ambiente e dell’Assessorato regionale››. In questo modo l’esponente dei cacciatori intende replicare alle dichiarazioni del sindaco Eusebio Baghino, il quale aveva ribadito come la sua delibera di divieto di caccia nel territorio comunale doveva intendersi sempre in vigore. Bardi sostiene che la delibera del sindaco non dovrebbe avere effetto in quanto non è stata pubblicata sul Buras e non è riportata nel calendario venatorio 2003 2004. ‹‹Penso che le remore del sindaco contro l’attività venatoria siano sinora infondate, - aggiunge Bardi - non sono mai successi incidenti, niente di grave che giustificasse questi allarmi. Per la caccia esistono regole precise, che regolano la distanza per l’esercizio della caccia lontano da case e strade, se vi è qualcuno che infrange le regole sarà l’autorità di polizia a reprimere questi comportamenti››. Secondo Pietro Bardi il sindaco vorrebbe che fosse impedita l’attività venatoria ai non residenti nell’isola. L’associazione dei cacciatori sostiene che il riassetto delle aree di caccia sia stato effettuato, in quanto è stata istituita una zona di ripopolamento e cattura a Sa Scrocca Manna. Si tratta di 1.125 are delle quali 770 nel territorio comunale di Sant’Antioco e 225 in quello di Calasetta. ‹‹Occorre tenere in conto che chi è appassionato di caccia tutela l’ambiente in cui esercita l’attività, - dice ancora Bardi -. I cacciatori partecipano alle azioni di salvaguardia del territorio contro gli incendi vi sono 18 persone coinvolte in quest’operazione e senza di loro i rischi per il territorio sarebbero molto più grossi››.(c.f.)