SANTANTIOCO. A nostro parere lordinanza del sindaco è illegittima perché la caccia non è materia che possa essere disciplinata dai Comuni - dice Pietro Bardi, del Movimento cacciatori sardi - ma dellAssessorato Provinciale allAmbiente e dellAssessorato regionale. In questo modo lesponente dei cacciatori intende replicare alle dichiarazioni del sindaco Eusebio Baghino, il quale aveva ribadito come la sua delibera di divieto di caccia nel territorio comunale doveva intendersi sempre in vigore. Bardi sostiene che la delibera del sindaco non dovrebbe avere effetto in quanto non è stata pubblicata sul Buras e non è riportata nel calendario venatorio 2003 2004. Penso che le remore del sindaco contro lattività venatoria siano sinora infondate, - aggiunge Bardi - non sono mai successi incidenti, niente di grave che giustificasse questi allarmi. Per la caccia esistono regole precise, che regolano la distanza per lesercizio della caccia lontano da case e strade, se vi è qualcuno che infrange le regole sarà lautorità di polizia a reprimere questi comportamenti. Secondo Pietro Bardi il sindaco vorrebbe che fosse impedita lattività venatoria ai non residenti nellisola. Lassociazione dei cacciatori sostiene che il riassetto delle aree di caccia sia stato effettuato, in quanto è stata istituita una zona di ripopolamento e cattura a Sa Scrocca Manna. Si tratta di 1.125 are delle quali 770 nel territorio comunale di SantAntioco e 225 in quello di Calasetta. Occorre tenere in conto che chi è appassionato di caccia tutela lambiente in cui esercita lattività, - dice ancora Bardi -. I cacciatori partecipano alle azioni di salvaguardia del territorio contro gli incendi vi sono 18 persone coinvolte in questoperazione e senza di loro i rischi per il territorio sarebbero molto più grossi.(c.f.)
