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SANTANTIOCO
Il sindaco Baghino non torna sui suoi passi: «I fucili rimarranno off limits dalla nostra isola»
Vertenza caccia, divieti in vigore anche a Calasetta
SANTANTIOCO. Lisola rimane off limits per la caccia. Il sindaco, Eusebio Baghino, non ha intenzione di revocare lordinanza di divieto di esercizio venatorio emessa a tutela del proprio territorio. Il medesimo proposito coltiva il sindaco di Calasetta, Adriano Aversano, che aveva emesso analoga ordinanza sin dallo scorso mese di aprile. Nonostante le proteste del presidente regionale della Libera associazione sarda della caccia e una lettera dellassessore regionale allAmbiente, Emilio Pani (nella quale si rivendica la competenza esclusiva della Regione in materia di caccia), nellisola di SantAntioco non si sparerà. «Ho agito in qualità di ufficiale di governo con lobiettivo di tutelare la pubblica incolumità - dice Eusebio Baghino - la caccia perciò resterà chiusa. Lanno scorso lassessore Pani si era impegnato ad avviare il riassetto del territorio. Ciò non è stato fatto e la latitanza dellassessore ha fatto sì che i sindaci di Calasetta e SantAntioco mantenessero fede allimpegno assunto per tutelare la pubblica incolumità. Ricordo alle autorità competenti e alle forze di polizia lobbligo di far rispettare le ordinanze di chiusura della caccia». Su questargomento aveva preso posizione, laltro ieri, Alessandro Lisini, presidente regionale della Lasca, il quale aveva stigmatizzato i provvedimenti dei due sindaci, chiedendo, nello stesso tempo, lintervento del prefetto, per consentire ai cacciatori di poter imbracciare i propri fucili anche nellisola sin dal prossimo 4 settembre, giorno di apertura della stagione venatoria. «A prescindere dalla rappresentatività di questa associazione, ci chiediamo chi siano gli ispiratori delliniziativa di protesta - dice il sindaco - è importante fare chiarezza affinché i cacciatori capiscano che la nostra azione è tesa a risolvere una situazione diventata ormai insostenibile. Il paradiso faunistico rappresentato dalla nostra isola è divenuto, negli anni, motivo di richiamo per numerosi cacciatori. La pressione venatoria è quindi aumentata in modo considerevole nonostante una sostanziale diminuzione del territorio disponibile. Come sindaco ho ritenuto dintervenire quando si sono verificati gli ennesimi incidenti di caccia, peraltro mai denunciati alle autorità per effetto di una sorta di omertà vigente fra certi gruppi di cacciatori». Laumento della pressione venatoria aveva provocato tensione fra i proprietari dei terreni e i cacciatori. «Ci sono state reazioni di rabbia da parte degli agricoltori, come anche di semplici cittadini - conclude Eusebio Baghino - perché in più occasioni cacciatori indisciplinati hanno rovinato i raccolti e hanno persino sparato a poca distanza dalle abitazioni. Una vera e propria invasione alla quale abbiamo deciso di porre fine chiedendo alla Regione nuove regole che potessero garantire la sicurezza dei cittadini. Così non è stato, ma noi confermiamo le ordinanze adottate». Enrico Cambedda
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