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S. Antioco.
Irregolarità
Società “Mari Biu”: anche un’indagine della Corte dei Conti

Sant’Antioco La società mista Comune-privati per il risanamento dello stagno di Sa Punta De S’Aliga è finita nel mirino della Corte dei Conti. Secondo la procura generale potrebbe addirittura configurarsi un danno erariale nella costituzione della società Mari Biu nata, qualche anno fa, da un accordo tra il Comune e una società privata, Sulcis Città del Mare. L’operazione era stata compiuta dalla precedente amministrazione e aveva come finalità il recupero ambientale dello stagno di Is Pruinis.
Così dopo la Procura della Repubblica che sta concludendo un’inchiesta penale, è la magistratura contabile a mettere il naso nella vicenda. Gli accertamenti della Corte dei Conti riguardano il pagamento di un miliardo e 670 milioni di vecchie lire (860 mila euro) sborsate dal Comune per pagare il progetto di rinsanamento.
A farsi vivo, nei giorni scorsi, è stato il sostituto Procuratore con una lettera al Comune nella quale viene ipotizzato, appunto, il danno erariale.
Nella lettera si chiede che vengano trasmessi urgentemente alla Corte i documenti relativi alla vicenda. La procura ipotizza che, sia la formazione della società mista sia l’affidamento della progettazione siano stati compiuti «in dispregio della normativa dettata in materia di opere pubbliche, tanto che il commissario straordinario ha poi disposto l’annullamento della delibera». In particolar modo la Corte dei Conti chiede lumi sull’erogazione alla società Sulcis Città del Mare di un miliardo e 670 milioni di vecchie lire per la stesura del progetto. Dopo l’arrivo della richiesta è già iniziata la raccolta degli atti. L’amministrazione ha cinquanta giorni di tempo per ottemperare. «Il fatto - ha detto il sindaco Eusebio Baghino - è che oltre le delibere di costituzione e annullamento, note ed arcinote, non esiste nessun altro atto che, per esempio, documenti l’affidamento di lavori o l’esistenza di un progetto esecutivo. Mi risulta che quello redatto ed inviato agli organi regionali dalla società stessa, non sia stato neppure approvato».
La possibilità di bonificare Is Pruinis, deturpato dagli scarichi della fabbrica di magnesio, si era concretizzato con l’assegnazione al Comune sulcitano di circa dieci miliardi dei finanzianti destinati al risanamento dell’area ad alto rischio ambientale. L’amministrazione comunale in carica in quel periodo, aveva pensato di costituire società miste per la ricerca di finanziamenti, la progettazione e attuazione di opere pubbliche. L’esperimento venne compiuto con la creazione della “Mari Biu srl”, 51 per cento del Comune e il rimanente 49 della “Sulcis Città del Mare”. Ma i risultati non erano stati incoraggianti visto che l’operazione aveva suscitato polemiche tali da portare allo scioglimento del Consiglio comunale e all’avvio di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica che ha ipotizzato il reato di truffa aggravata.

Tito Siddi


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