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LA LETTERA

Sardegna, il governatore Soru e le «colate di cemento» lungo le coste

Caro Severgnini, ringrazio lei e il Corriere per l’attenzione che avete voluto dedicare alla Sardegna. Mi domanda, citando Calvino, «quale sia il progetto». Come annunciato in campagna elettorale, tra i nostri obiettivi dal punto di vista dello sviluppo economico del turismo, vi è quello di far vivere la nostra Regione ben oltre i quattro mesi estivi. Sarebbe troppo facile adesso trovare punti di forza in una terra che, in questa stagione, come lei stesso scrive, offre ai visitatori «un mare così bello, verde-blu, pulito, mai uguale», e una natura così particolare.
Troppo facile dire che non vogliamo le colate di cemento su queste meravigliose coste. Ci stiamo già impegnando per accelerare l’attivazione dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente (che era già stata costituita ma non ancora funzionante); vogliamo costituire l’Agenzia per la Protezione delle Coste e attuare azioni di salvaguardia immediata per le aree costiere in attesa dell’approvazione di una legge per la tutela dell’ambiente.
Ma la vera sfida partirà dopo l’estate, quando questo governo regionale dovrà garantire per i successivi otto mesi a un milioneseicentomila sardi la possibilità di continuare a essere una Regione da visitare, per turismo e non solo, partendo proprio dal recupero dell’identità Sarda, il nostro più grande capitale. Se vorrete ascoltarmi sarei quindi felice di parlarvene dopo i clamori agostani. In inverno.
Caro Soru,
grazie anzitutto per aver risposto: al Corriere , a Calvino, al sottoscritto e ai tanti italiani che hanno a cuore la Sardegna. Interventi come quello che ha letto non intendono impartire lezioni (sarebbe sciocco e arrogante). Sono, invece, prove di affetto e d’attenzione per quanto accade - o non accade - nella vostra magnifica isola.
E’ nel silenzio e nel disinteresse che succedono i pasticci, in Italia.
Sono contento, perciò, che stiate per «attuare azioni di salvaguardia immediata per le aree costiere». Sono infatti preoccupato, come molti, per ciò che contengono alcuni Piani Urbanistici Comunali, come quello di Santa Teresa, che grida vendetta al cielo (bellissimo) della Gallura.
E sono ansioso per quanto potrebbe succedere in seguito alla decadenza dei Piani Paesistici (anche in un paradiso come Montirussu/Aglientu, di cui ho scritto più volte sul Corriere ).
Resta il progetto per il futuro turistico della Sardegna, che non vedo. Le cose da fare - insieme alle amministrazioni locali e agli operatori - sono infatti importanti quanto le cose da NON fare. Ma leggo che, di questo, lei vuol parlare più avanti. D’accordo. Verrò a trovarla tra qualche mese. Cagliari in inverno, oltretutto, è un posto speciale.
www.corriere.it/severgnini
Renato Soru


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