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Serbariu, ci sarà pure lostello
Sulla vecchia miniera fioccano i progetti alternativi
CARBONIA. Rappresenta, assieme alla lampisteria, la più grande delle strutture della vecchia miniera di Serbariu. Anche per questo sulledificio della centrale elettrica, per garantirne un recupero, sono stati previsti investimenti assolutamente consistenti, due milioni di euro. Cosa farne è però un discorso non ancora definito. Diverse le ipotesi sul tappeto. Si sta facendo sempre più strada lidea di trasformare ledfificio in un albergo. O, meglio, in un ostello della gioventù o comunque in una struttura ricettiva alla portata dei giovani. A puntare decisamente su questa ipotesi è lassessore alle Politiche sociali Pierfranco Gaviano. «La città ha un grosso handicap - ha spiegato - non ci sono alberghi ed esiste una disponibilità limitatissima di di posti letto. In questa condizione rischiano di essere vani gli sforzi dellamministrazione che punta sul settore archeologico, ma anche sul recupero della vecchia miniera di Serbariu, dove sta per nascere il museo nazionale del carbone, per dare alla città un respiro diverso e imporla quale punto di riferimento per il turismo culturale. Per questo occorre assumere liniziativa, favorendo la nascita di una struttura ricettiva rivolta ai giovani. E la vecchia centrale elettrica della miniera può essere trasformata e destinata a questo scopo». Il problema sollevato dallassessore non è di poco conto. La presenza del museo del carbone non può non fare ipotizzare un flusso consistente di visitatori. Soprattutto studenti e scolaresche in viaggio di istruzione. Che, così come accade oggi per le visite scolastiche al parco archeologico di Monte Sirai, ripartono immediatamente dopo la visita. Un albergo a prezzi accessibili, e in più nella stessa area della miniera, consentirebbe invece la sosta e il pernottamento, e magari la nascita di altre attività collegate. Nuove opportunità sotto il profilo economico, insomma, in una città che non ha ancora trovato settori alternativi di sviluppo dopo le miniere e dopo la fine della presenza delle aziende si Stato nel polo industriale di Portovesme. «La soluzione di un albergo allinterno dellarea mineraria contiene, in più, - prosegue Gaviano - tutti gli elementi che consentono di creare unatmosfera assolutamente originale. E il progetto appare facilmente realizzabile, visto che ci sono a disposizione i finanziamenti necessari. Nel giro di un anno la città potrebbe avere finalmente, e per merito dellamministrazione comunale, una struttura ricettiva». Potrebbe, cioè, e questa è la speranza, diventare il punto di riferimento favorito di scolaresche e gruppi di giovani, a cui si aprirebbe la possibilità di visitare la Sardegna a prezzi accessibili. E, vista la dimensione della strututra, potrebbero essere ipotizzabili almeno cento posti letto, con una dimensione, quindi, in grado di soddisfare tutte le esigenze. Il progetto di sistemazione delledificio è finora valutato in due milioni di euro, ma non è detto che nuovi finanziamenti possano essere disponibili in caso di necessità. Gianfranco Nurra
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