SANT’ANTIOCO
Ribellione alla Palmas Cave
La protesta dei lavoratori: «Dimenticati e beffati»

«Stracciato l’ultimo accordo e i finanziamenti spesi per consulenze»



 SANT’ANTIOCO.L’atto d’accusa dei lavoratori della Palmas Cave è forte: ‹‹Sono state disattese tutte le speranze dei lavoratori e del territorio L’accordo sindacale del 2000, all’assessorato all’Industria, è rimasto in gran parte lettera morta››. I lavoratori denunciano e ricordano la loro storia, per chi avesse la memoria corta. Nei giorni scorsi, un comunicato delle Rappresentanze Sindacali Unitarie aveva riacceso l’attenzione sul futuro della Palmas Cave. L’accordo sindacale del 2000 prevedeva il ripristino ambientale della cava di Su Monti de Su Sennori, e l’utilizzo per quest’intevento, dei centoventicinque lavoratori ex Sardamag, destinati a confluire proprio nella Palmas Cave. Adesso i lavoratori alle dipendenze della società mineraria sono ottanta, scrivono i lavoratori, e la la bonifica del sito non è mai iniziata.
 I lavoratori sostengono che, anziché rispettare gli accordi siglati e le leggi sulle cave dismesse, la Palmas Cave ha svenduto, a un imprenditore locale, le colline di materiale di scarto, accumulate in quarant’anni di estrazione. Tutto il materiale accumulato poteva invece essere utilizzato per riempire le voragini nel sito: adesso è stato dirottato altrove.
 L’accusa più grave che i lavoratori muovono è questa: da tre anni, i soldi incassati dalla Palmas sarebbero stati utilizzati per pagare anche consulenze esterne: direttore, tecnici, esperti sicurezza ed altri, mentre dovevano essere impiegati per lo sviluppo industriale della società e garantire un futuro ai lavoratori.
 Niente di tutto questo è accaduto e anzi sarebbero peggiorate le condizioni di lavoro nel cantiere. Si legge nel comunicato: ‹‹Senza i minimi criteri di igiene e sicurezza, con i cespugli come servizi igienici, senza acqua potabile e senza la possibilità di comunicare in caso d’infortunio o malessere››.
 La lettera si chiude chiedendo l’intervento degli enti che devono controllare e tutelare la salute dei lavoratori. I lavoratori Palmas Cave hanno chiesto anche l’intervento della trasmissione televisiva Striscia la Notizia perché l’eco della denuncia raggiunga la platea nazionale. Intanto sul caso della Palmas cave le segreterie Territoriali dei minatori Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto all’Assessore Giorgio La Spisa un incontro urgente per ‹‹definire in maniera positiva qualità e prospettive dell’attività dei lavoratori che da quattro anni aspettano una soluzione ai loro problemi››. Dopo una fase di rapporti difficili, adesso le tre segreteria lavorano unitariamente. Intanto, nei mesi scorsi la società che controlla la Palmas Cave, la finanziaria regionale Sfirs, ha pubblicato un bando per la vendita dei terreni della Palmas Cave, secondo quanto previsto dal Puc Quei quattordici ettari di territorio sono classificati F, cioè destinati a interventi per iniziative turistiche.
Carlo Floris