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GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2004
 
Pagina 6 - Cagliari
 
«Serve un piano regolatore per il mare»
 
Sant’Antioco, il Consiglio dice no alla realizzazione di gabbie
 
 
 
 

SANT’ANTIOCO. La maggioranza al termine di un lunghissimo dibattito sceglie di decidere e si pronuncia per il no alle gabbie a mare. La minoranza chiedeva che si prendesse più tempo prima di esprimere un parere sulla questione. L’assessore Regionale all’Ambiente Emilio Pani, aveva chiesto all’amministrazione un parere sulla richiesta di una società locale, la Sulki srl, di installare delle gabbie a mare per un’area di 3,6 ettari, nelle acque a sud-est dell’isola, nei pressi dell’isolotto della Vacca.
 La maggioranza, attraverso una relazione del capogruppo Marco Puddu, ha fatto subito comprendere che si sarebbe opposta all’installazione, in quelle acque, che sono vicine anche alla spiaggia di Coaquaddus. L’opposizione, attraverso i vari interventi ha fatto rilevare come, pur esistendo già una serie di gabbie a mare ubicate nella stessa zona. Ed è stato fatto notare come, senza un monitoraggio di queste installazioni, tutti i consiglieri di fatto non dispongono degli elementi indispensabili per giudicare se l’investimento che il privato si appresta a fare porti conseguenze per l’ecosistema isolano. Si è chiesta l’istituzione di una commissione che elabori un Piano Regolatore del Mare. ‹‹Senza uno strumento come il piano regolatore - ha ricordato Graziano Bullegas dell’Isola che c’è - qualsiasi parere viene dato senza un riferimento preciso››. Andrea Siddi, dei Ds ha fatto notare come, qualsiasi parere dato senza un supporto tecnico rischierebbe di essere ignorato dalla Regione Sardegna che lo ha richiesto. Prima della votazione il consigliere Marco Aste ha riconosciuto valida la richiesta di regolamentare l’utilizzo del mare e di monitorare l’esistente. Il secondo tema in discussione era il Piano Socio Assistenziale per il triennio 2004-2006. All’intervento dell’assessore Giovannino Cossu, che illustrava il piano, hanno replicato le opposizioni. ‹‹Si attivano nuovi servizi, senza capire se e come hanno funzionato gli interventi precedenti - ha detto Bullegas - e quale sia il livello di soddisfazione degli utenti». (c.f.)