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GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2004
 
Pagina 8 - Cagliari
 
Ds, il congresso non è mai terminato
 
Un partito immobile in attesa dello scontro interno alle regionali
 
 
 
Pinna e Calledda saranno ricandidati non senza lacerazioni
 

 IGLESIAS. Immobili per mantenere l’equilibrio. Eliminate le ideologie del vecchio Pci superata la transizione dal Pds ai Ds accogliendo con Federazione democratica, la sinistra in città non ha la forza di coordinare la spinta sui pedali del rinnovamento. Da un lato i “movimentisti” guidati dal Consigliere regionale Giampiero Pinna. Parola d’ordine: “battaglia”. Dall’altro lato la composita maggioranza dell’ultimo congresso, ancorata alle stanze regionali del partito. Parola d’ordine: “bisogna sentire...”.
 I vocabolari politici delle due fazioni in rotta di collisione da ormai qualche anno ammettono pochi termini in comune.
 Per il momento l’unica parola condivisa è “elezioni”. Lo scontro interno al partito è rinviato a data da destinarsi magari legittimato sulla scorta del risultato elettorale. Un equilibrio immobile quello imposto dalle due gambe del partito alla bicicletta comune, equilibrio impossibile da mantenere se non a prezzo della rinuncia alla condivisione e discussione di una proposta politica concreta per la città e l’intero territorio.
 Giampiero Pinna e Antonio Calledda, consiglieri regionali uscenti e probabili candidati per il maggio prossimo alla nuova consultazione elettorale.
 Espressione delle due anime del partito che non parlano fra loro, Pinna e Calledda tireranno le somme degli ultimi cinque anni di attività politica dei Democratici di sinistra in città. È su Pinna che si punta in particolare l’attenzione della principale sezione di via Musio.
 Doveva essere il direttore d’orchestra del rinnovamento, conciliando le diverse anime del partito. Giampiero Pinna ha invece scelto la strada di una carriera solista: l’occupazione di Pozzo Sella, la battaglia per i lavoratori socialmente utili del parco geominerario l’uscita dal partito e il ritorno in seno al gruppo consiliare regionale dei Democratici di Sinistra. Percorsi e scelte che dovranno essere misurati alla luce della consultazione elettorale del maggio prossimo.
 L’ex amministratore dell’Ente Minerario Sardo si muoverà sull’intero territorio conscio che buona parte del partito in città non confermerà la delega concessa cinque anni fa.
 Sull’altro fronte le strutture più fedeli ai quadri regionali del partito dovrebbero orientare le loro scelte su Antonio Calledda: il segretario cittadino Peppetto Pistincu, il presidente della Comunità montana Marco Marras, e il personale politico proveniente da Federazione Democratica (che potrebbe però rivendicare una propria candidatura alle regionali).
 La base del partito ha sostenuto gli esordi della candidatura di Renato Soru alla guida della coalizione di centro sinistra, consapevole delle possibilità di vittoria legate al nome dell’imprenditore sanlurese.
 Con il passare delle settimane e le esternazioni del leader di “Progetto Sardegna” i dubbi e le perplessità sono aumentate anche in via Musio. Anche in questa prospettiva si riflette di fatto la frattura interna al partito. Da un lato i sostenitori di Pinna resi autonomi con la costituzione dell’associazione “Agenda 21” che appoggiamo la candidatura Soru polemicamente antagonista agli stessi quadri regionali contestati all’interno del partito. Dall’altra chi individua la soluzione dei problemi della coalizione di centro sinistra regionale all’interno di un contesto politico tradizionale. Sancito il silenzio interno in vista delle elezioni regionali, saranno le prossime consultazioni comunali a definire la natura dei rapporti interni ai “Democratici di Sinistra” in città.
 Discriminante fondamentale che ha già aperto aspri confronti al momento delle nomine negli enti sovra comunali (comunità montana e consorzio industriale) sarà “il fattore Oppi”.
 Disponibile al confronto e all’accordo con il segretario regionale dell’ Udc (che in città è presente con la lista civica “Centro Cristiano Popolare”) quella parte del partito legata a Marco Marras (confermato alla presidenza della comunità montana con i voti determinanti dell’ ex assessore regionale alla sanità). Meno pronta a compromessi e alleanze la parte del partito che si riconosce in Pinna. Insomma, ancora una volta sarà Oppi, vero dominus della politica locale, l’ago della bilancia, non solo tra gli schieramenti ma anche all’interno degli stessi partiti. (2. continua)
Siro Corriga