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Barrack ci ripensa e minaccia il dietro front
«Se il vincolo di costruire a 2000 metri dal mare diventasse una realtà, me ne andrei»
«Le mie proprietà si trovano nella fascia entro 2 chilometri»
DALLINVIATO STEFANIA PUORRO
PORTO CERVO. Ci ripensa, Tom Barrack. E fa dietro front. E chiarisce. Aggiungendo quella parte di un discorso che, forse, aveva lasciato a metà. Adesso è schietto e diretto. «Se mai dovesse diventare realtà il vincolo dei 2000 metri, cosa che ovviamente non mi renderebbe felice, sarei costretto ad andarmene. Certo che seguirei la legge, ma non investirei più uno spicciolo, pur rimanendo il padrone della Costa Smeralda». «Le mie proprietà sono tutte entro i due chilometri - aggiunge Barrack - e quindi sposterei altrove i miei capitali». Il finanziere americano precisa subito anche unaltra cosa. «E stato sollevato un polverone su un caso inesistente. Le affermazioni di Soru sono semplici affermazioni. Niente di più. E il dibattito, nato in un secondo momento, che ha creato confusione. Sono convinto che il governatore della Sardegna, se mai dovesse cambiare le regole della programmazione, ne discuterebbe prima con i Comuni». Parla senza sosta, Tom Barrack. Al suo fianco, in una conferenza stampa organizzata laltro ieri sera al ristorante libanese Safina poco prima della sua inaugurazione, ci sono i sindaci di Olbia e Arzachena. Sorridono, Nizzi e Ragnedda. Non esistono più incomprensioni tra loro e mister Barrack. «Perché le nostre idee di sviluppo, nel totale rispetto dellambiente, - dicono insieme - sono le stesse». Caffetano bianco (veste maschile tipica del Medio Oriente) e pantaloni blu, Tom Barrack si ferma in uno degli angoli del ristorante in stile libanese autentico per cominciare a parlare. Lo aveva fatto prima, separatamente, con i due sindaci. E poi, sempre con loro, non si è tirato indietro per esprimere di nuovo il suo punto di vista. «In questo momento di grande polemica - ribadisce Barrack - è necessario essere chiari una volta per tutte. Ho acquistato la Costa Smeralda un anno e mezzo fa, e in tutto questo periodo ho sempre avuto il supporto e la disponibilità dei sindaci di Olbia e Arzachena con i quali abbiamo parlato di sviluppo intelligente e di salvaguardia dellambiente. Allora: limperativo per questa fetta di Sardegna è orchestrare una sinfonia tra i sindaci, le persone e i luoghi. Tenendo sempre presente che la mia visione della Costa è di privilegiare la qualità e non la quantità, così come deve essere chiaro che lobiettivo che intendo portare avanti è quello della scarsità e non della densità. Qualunque intervento dovesse essere fatto, verrà fatto in modo elegante e sempre orientato a preservare lambiente». Non fa un discorso di metri e distanze, Barrack. «Ci sono posti dove si può costruire sullacqua, posti dove si può costruire oltre i 300 metri, altri posti ancora dove non si può fare assolutamente nulla. In tutto il mondo ho sempre trovato vincoli e sempre li ho rispettati. Oggi, in questi territori, esistono delle regole e le rispetto. Così come rispetto Soru, sia come politico che come uomo daffari. Ma se mi si chiede cosa penso dei 2000 metri, non posso certo essere contento. Il vero problema è che senza investitori la conservazione dellambiente diventa sempre più difficile. Un piano che invece tutela il sistema e lo migliora, può essere la soluzione». Ancora oggi, però, Tom Barrack non ha avuto nessun contatto con Renato Soru. «Ma ripeto: non posso credere che il presidente possa essere realmente convinto dei 2000 metri. Sono sicuro che concerterà con le amministrazioni comunali per avere una visione complessiva di ciò che si vuole realmente realizzare. Certo è che noi abbiamo comprato e non possiamo aspettare a lungo. Anche perché nel Mediterraneo non mancano le offerte da parte di paesi che aspettano imprenditori pronti a investire. Qui, la cosa più preziosa è la conservazione dellambiente: se lo si protegge e lo si valorizza con pochissimo cemento, si garantisce un futuro al turismo. In questo momento è solo scoppiata una tempesta senza sostanza, ma la priorità, per me, è poter sviluppare al più presto possibile, basandomi sulle regole attuali. Sarei anche pronto a mettere a disposizione del presidente Soru la mia esperienza internazionale come investitore ed esperto di turismo». Continuano a sorridere, i sindaci galluresi. Tocca a loro, adesso, a parlare, una volta finita la conferenza stampa. «Siamo tre in uno - scherza Settimo Nizzi -. Io contro tutti? Affatto. Non sono contro Soru, e non sono neanche contro chi sta contro di me. Io parlo soltanto delle nostre ipotesi di sviluppo (il riferimento è a Costa Turchese e ai progetti del finanziere americano nel territorio olbiese) e ritengo che Barrack sia un ottimo partner. Con il quale si può rendere possibile questa pianificazione ragionata e rispettosa. Ma anche io credo sia fondamentale la concertazione tra Regione e Comuni. E questo è importante dirlo, anche se adesso si sta soltanto discutendo». Ragnedda ribadisce «la necessità di avere una legge urbanistica regionale che dia certezza del diritto» e sottolinea «che il Comune, senza bisogno di sollecitazioni sospette, ha già individuato zone di alto pregio dove non si potrà mai costruire nulla né a trecento metri né a due chilomtri (i famosi paletti di Liscia Ruia e Monti Zoppu). Per quanto riguarda il resto del territorio, sarà il consiglio comunale, e non chi vuole gestire lurbanistica a vario titolo, a stabilire come si deve procedere. Tenendo presente che la priorità sarà solo quella di privilegiare un turismo di qualità e non di massa».
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