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LUNEDÌ, 15 MARZO 2004
 
Pagina 4 - Regione
 
IL PUNTO
 
Centrosinistra, strategie in conflitto
 
 
 
 

DOPO aver provocato la fuoriuscita del Psd’Az e l’accentuarsi delle critiche del Prc, lo stallo nel Centrosinistra non sembra ancora superabile. Ma negli ultimi giorni qualcosa si è mosso. Due partiti (Pdci e Italia dei Valori) hanno invitato Renato Soru a riconoscere in concreto i partiti e i loro legittimi rappresentanti e a farsi promotore (come principale responsabile) dell’unità della coalizione. Tesi sottolineata oggi, in modo ancora più esplicito, da Tore Cherchi, il leader della minoranza diessina che, favorevole all’imprenditore-candidato ma anche alla compattezza dell’alleanza, è sinora riuscita a mediare tra le diverse anime della Quercia: secondo Cherchi non esiste che tra leader e segretari non ci sia uno stretto rapporto. Infine, i dirigenti sardi della Margherita, critici con il patron di Tiscali, sono stati rincuorati dal congresso nazionale di Rimini: sì alle aperture alla società, ma difesa del ruolo dei partiti e argine all’antipolitica.
 Al di là delle sotterranee mediazioni nazionali e regionali, negli ultimi giorni gli equilibri nel Centrosinistra si sono chiariti meglio. E si intravvede oggi lo spiraglio di un’intesa. Purché candidato e partiti riescano a superare i contrasti di questi mesi e a trovare una via d’uscita che soddisfi tutti. Operazione, però, più facile a dirsi che a farsi. Perché, in fondo, nel Centrosinistra si stanno scontrando non solo giudizi di merito sulle caratteristiche del candidato o sui vertici dei partiti, ma anche due diverse strategie con relative lotte di potere: tra chi privilegia il leader forte e chi privilegia la compattezza della coalizione.
 Se vogliono l’accordo, tutte le aree all’interno dei partiti dovrebbero riconoscersi senza riserve nella candidatura di Soru, superando i dubbi e le diffidenze accentuati da polemiche tanto lunghe e aspre. Non è facile. Ma una coalizione che vuole vincere non può non essere, o almeno apparire, compatta attorno al leader.
 Dal canto suo, Soru, che sinora ha preferito dialogare con le aree interne a lui favorevoli, per favorire l’accordo dovrebbe ritirare i veti e la non disponibilità a trattare con i vertici dei partiti. Operazione anche questa possibile (e compete proprio al leader) ma non facile, perché fare un passo indietro dopo averlo chiesto ai segretari può compromettere l’immagine che l’imprenditore sceso nel campo politico si è voluto dare.
F. Per.