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INCONTRO CON GLI STUDENTI
Mistretta tenta di bloccare Soru
Folla per limprenditore, che esalta il valore della conoscenza
«Assenti le imprese, nessuno contribuisce ai costi dellistruzione»
CAGLIARI. Renato Soru è riuscito a riempire di studenti laula magna di ingegneria, stracolma come non sera mai vista, fra code in attesa e applausi. E senza volerlo ha fatto nascere un caso politico interno allateneo: secondo la denuncia di Matteo Murgia, rappresentante degli studenti nellErsu, il rettore Pasquale Mistretta ha provato a bloccare lincontro-dibattito organizzato dallassociazione Don Chisciotte esprimento «perplessità». Non gli è piaciuta lidea di un candidato alla presidenza della Regione che parla in una facoltà: «Sono il garante della democrazia allinterno dellUniversità di Cagliari» ha detto Mistretta, stando al racconto di Murgia. Che non ha lesinato i commenti caustici: «Strano, proprio Mistretta che si fa cambiare lo statuto per essere eletto quattro volte rettore, lui vuole insegnarci la democrazia. Forse farebbe bene a occuparsi meno di piano urbanistico comunale e più di università». Alla fine, come ha spiegato Egildo Tagliareini della Don Chisciotte, il problema sè risolto ribaltando il programma: da Soru che parla a Soru che ascolta, seduto fra studenti e professori, al fianco dei consiglieri regionali Nazareno Pacifico e Ivana Dettori, attento a non perdersi una battuta. E le battute sono fioccate in questassemblea-sfogo, dove i problemi delluniversità - tra la riforma Moratti e lassenza cronica della Regione - sono venuti fuori uno ad uno: Murgia e Tagliareini hanno protestato per le tasse che pur incidendo del solo sei per cento sul bilancio dellateneo rappresentano un ostacolo per molte famiglie. Poi la vicenda della casa dello studente acquistata dal commissario straordinario dellErsu Silvaldo Gadoni: «E costata 20 milioni di euro, per un posto-letto se ne spenderanno 60 mila - ha fatto i conti Murgia - sarebbe stato più conveniente, dati alla mano, comprare due hotel a quattro stelle». Attacchi alla Regione («il centro-destra ignora gli studenti, ma il dialogo con il centro-sinistra non è stato più produttivo») e malcontento diffuso, anche fra i docenti, per la sequenza di tagli imposti dal governo: «Non abbiamo più i soldi per comprare le rivisce scientifiche - ha denunciato tra gli altri Raffaele Paci, preside di scienze politiche - come si fa a fare ricerca in queste condizioni?». Invitato a dire la sua sul mondo degradato dellistruzione pubblica, Renato Soru non ha liquidato i problemi concreti («tasse, alloggi, cose importantissime») ma ha alzato decisamente il tiro per parlare del valore della conoscenza: «E difficile avere ununiversità ricca in una regione povera - ha detto il fondatore di Progetto Sardegna - ma luniversità e la scuola non possono essere considerati soggetti terzi rispetto alla società. Sono i luoghi dove si formano la coscienza e la conoscenza, il centro della nostra regione è lì. Scuola e università non sono cose marginali, non sono luoghi come tutti gli altri». Il riferimento di Soru è stato al rapporto con quel «mondo globale dove ormai il valore non è più il conto in banca, ma il livello di conoscenza». La competizione si è spostata: «Chi è migliore cresce, chi non ha conoscenza resta indietro». E per stare al passo bisogna fare «come Alice nel paese delle meraviglie, che per stare ferma deve correre, oggi chi vuole mantenere il proprio tenore di vita deve aumentare la propria cultura». E la legge - secondo Soru - del nuovo mondo globale, il mondo contemporaneo. Dove la Sardegna rischia di restare in una posizione di retrogrardia: «La nostra università è al diciottesimo posto in Italia, dietro la Basilicata. E nellisola cè un inaccettabile tasso di abbandono scolastico e universitario». Per Soru «è evidente che serve un intervento pubblico straordinario» ma non è possibile che limpresa non aiuti listruzione: «In Lombardia contribuisce per il trenta per cento ai costi, in Sardegna zero». Altre possibilità: «Progettazioni e consulenze pubbliche - ha avvertito Soru - devono andare agli istituti universitari, non allamico e allamico dellamico». (m.l)
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