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Turismo: il 2003 un anno da dimenticare
Calo delle presenze straniere, capoluogo disertato LEpt ripone fiducia nei consorzi di promozione
Crollo anche a Pula In controtendenza solo Domusdemaria
CAGLIARI. Guerre e carovita: ecco cosa tiene lontano i turisti dalla Sardegna. Lo rende noto lEnte provinciale per il Tursimo, che quasi un anno dopo la fine delle vacanze ha finalmente finito di elaborare i dati sul «movimento turistico registrato negli esercizi ricettivi della provincia nella stagione 2003». I turisti che hanno letteralmente disertato la Sardegna meridionale sono quelli stranieri. Va meglio con gli italiani, ma se ci si accontenta di cifre minime. LEpt non nasconde che va male, ma non si azzarda a suggerire un rimedio che potrebbe essere una politica di contenimento dei prezzi al turista, utile anche ai residenti, abbinata magari allofferta di attrazioni culturali e di spettacolo. Il comunicato di Ept è tutto numeri che documentano impietosamente il voltafaccia del turismo verso la Sardegna. «Dopo due anni consecutivi di crescita seppure leggera - si spiega nella nota - le presenze totali sono tornate sotto i tre milioni di unità». E veniamo ai numeri, settore per settore. Sugli alberghi: in provincia ci sono 189 esercizi con 23.473 posti letto, le presenze totali sono diminuite dello 0,45 per cento, gli stranieri hanno diminuito le presenze del quasi 12 per cento, mentre gli italiani sono aumentati del 3,12. Settore extralberghiero, che comprende ostelli, case per ferie, bed & breakfast per 159 strutture in totale con 14.832 posti letto: le presenze totali sono diminuite del 9,70 per cento, gli arrivi sono cresciuti del 3,15 per cento. La differenza del dato (arrivi e presenze) dimostra che i turisti si trattengono molto di meno del passato in terra sarda. Nel settore extralberghiero sono diminuiti non cè differenza di bandiera: sono diminuiti sia gli stranieri sia gli italiani. «Ovviamente, la flessione registrata nelle presenze porta a una diminuzione della percentuale di utilizzo e della permanenze media». Ept propone anche i dati divisi per comuni. Così si scopre che il capoluogo non ha dispiegato ancora alcuna delle sue potenzialità di presunta città turistica: Cagliari registra un «modestissimo» incremento degli arrivi e una leggera flessione delle presenze (totalmente a carico degli stranieri, meno 11,68 per cento). Quartu invece a dispetto della sua reputazione di dormitorio registra buoni incrementi sia negli arrivi che nelle presenze, «nonostante la flessione del 29,63 per cento nelle presenze straniere». «Analizzando i due settori separatamente, riscontriamo che ai dati positivi dellalberghiero non corrisponde un uguale incremento nellextralberghiero». I turisti non vengono più e basta. A Villasimius e Pula, capitali del turismo locale, le cose sono andate male. A Villasimius è stato registrato un forte calo delle presenze straniere. A Pula gli alberghi hanno avuto un calo del 14,50. In controtendenza Domusdemaria che, anzi, ha recuperato «buona parte di quanto perso nellanno 2002. Cosa si prevede per il 2004? Se lo chiede anche Ept: «Spetta a noi, enti e aziende per il turismo, operatori e tutti coloro che operano nel turismo, far sì che questo nuovo anno sia il trampolino di lancio per un grande salto di qualità e quantità della voce turismo in provincia di Cagliari, anche attraverso la recente costituzione di Sardegna Porta del Sole» che, ricordiamolo, è un sistema integrato di servizi e strutture creato per promuovere la conoscenza della Sardegna.
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