Palomba: «Il Centrosinistra rivendichi i risultati ottenuti per l’ambiente sardo»



 CAGLIARI. «Il presidio dell’ambiente come risorsa strategica della Sardegna ha costituito un punto qualificante e di merito dell’azione politica delle giunte di centrosinistra della precedente legislatura, in accordo con le associazioni ecologiste e con i poteri locali». Lo sostiene l’ex presidente della Regione, Federico Palomba, il quale ricorda che «la Regione ha sottoposto a tutela circa il venti per cento del proprio territorio, pari a 450.000 ettari».
 Palomba traccia un bilancio e ricorda che sono stati istituiti i parchi regionali di Molentargius e di Porto Conte ed i parchi nazionali geomarini dell’arcipelago di La Maddalena e l’Asinara. Istituite le riserve marine di Sinis-Mal di Ventre, Capo Carbonara e Tavolara-Capo di Coda Cavallo, individuati 114 siti di interesse comunitario per un totale di 460.000 ettari. È stato dato il fondamentale impulso per l’istituzione del parco geominerario in accordo con l’Unesco, che ha già avviato 550 unità ai lavori socialmente utili. «Il patrimonio costiero è stato protetto nei confronti di maxi-insediamenti», spiega Palomba, «a carattere prevalentemente immobiliaristico, nel nord Sardegna, cui non si sono poi mostrate molto disinteressate alcune cordate di imprenditori sardi. Nessun insediamento extra-legge è stato consentito; anzi, opere abusive sono state demolite.. Ancora nel bilancio: «Sono stati varati o aggiornati i piani regionali delle acque e di smaltimento dei rifiuti. Sono state approvate le leggi di riforma del Corpo forestale e di vigilanza ambientale e dell’Ente Foreste Demaniali.
«Credo che ci sia da andare orgogliosi di questa azione», afferma Federico Palomba, e credo che il centrosinistra farebbe bene a rivendicare la positività di quell’esperienza ed a ripartire da lì, magari dalle numerose opportunità offerte dall’Intesa Stato-Regione, che non è stata neppure aperta, contestando i ritardi e le omissioni successivi. Infatti», conclude Palomba, «il centrosinistra nazionale ha rivendicato la positività dell’esperienza di governo iniziata con Prodi. Ha, infatti, capito che perdere la memoria ed operare rimozioni può far perdere le elezioni; mentre richiamarla può farle vincere».