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SABATO, 09 OTTOBRE 2004
 
Pagina 8 - Cagliari
 
SANT’ANTIOCO
 
Unità politica per una revisione generale del Puc
 
 
 
 

 SANT’ANTIOCO. Nei giorni scorsi è cominciato un dibattito sullo stato della politica cittadina, ha cominciato Marco Massa, segretario dei Ds, che ha auspicato l’apertura di un tavolo di discussione sul futuro del paese, che avesse al centro una tensione etica. Ha proseguito Mario Corongiu, consigliere provinciale e capogruppo del gruppo omonimo in consiglio, che si è detto disponibile ad incontrare Massa. Infine il sindaco Eusebio Baghino ha difeso l’operato della sua amministrazione e rivendicato un’azione amministrativa rivolta a tutelare gli interessi della comunità. «Nell’auspicio che i temi che riguardano gli interessi generali dei cittadini entrino stabilmente a far parte dell’agenda politica, - dice Marco Massa - noto con favore che la seconda commissione consiliare ha ultimato da un paio di settimane i lavori sui criteri generali per la revisione del Puc. Penso sia un ottimo esempio di come si possa lavorare nell’interesse generale, rispettando le normative vigenti con proposte di salvaguardia e sviluppo del territorio». La seconda commissione ha licenziato alla fine di settembre un testo con il risultato dei suoi lavori che è stato consegnato anche al sindaco. Ora si aspetta che in consiglio comunale si apra la discussione. Sulla necessità di rivedere il Puc tutti i consiglieri si sono pronunciati all’unanimità, l’approccio però, finora, è stato quello di approvare delle varianti al Puc. Ora, dopo il lavoro della seconda Commissione, il Consiglio ha a disposizione dei principi generali, che sono condivisi dalla maggior parte dei consiglieri e che possono perciò guidare la revisione generale del Puc. «Vorrei indicare un fatto concreto che ha interessato i cittadini all’inizio dell’anno - sottolinea Massa - l’individuazione nel Puc di una lottizzazione nelle immediate vicinanze del nuovo museo comunale. Quei cittadini (ma prima ancora quei proprietari di terreni) in caso di vincolo totale potrebbero non sentirsi tutelati». Massa si dice curioso di conoscere il parere della Soprintenza Archeologica in proposito. Il segretario dei Ds sottolinea che nei mesi scorsi un decreto dell’assessore regionale all’Urbanistica ha introdotto la «normativa di tutela preventiva di ambito metropolitano, individuando le rispettive zone H con raggio di rispetto di m. 200 intorno ai resti archeologici ubicati all’esterno del centro abitato e l’obbligo di preventiva presentazione ai fini dell’approvazione dei relativi progetti di opere che comportino escavazioni o sbancamenti del sottosuolo». «Così 200 metri dopo - conclude Massa - entriamo nei “territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla battigia” e nel terreno infido della discrezionalità. Siamo d’accordo sui criteri generali per la revisione del Puc».(c.f.)