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Pecoraro Scanio: "Siamo al salva-cantiere, quello di Berlusconi"
Il governo contro la Sardegna
impugnata la legge 'salvacoste'

Il governatore della Sardegna Renato Soru
 
ROMA - Il Consiglio dei ministri contro la legge 'salvacoste' della Sardegna. L'esecutivo ha impugnato la legge fortemente voluta dalla Giunta regionale di Renato Soru, che fissa a due chilometri dal mare il limite per nuovi insediamenti, abitativi e turistici. La norma era stata approvata dall'assemblea il 24 novembre 2004, dopo una maratona di un mese, tra mille polemiche e una battaglia dell'opposizione all'insegna di un duro ostruzionismo. Sindaci e amministratori del centrodestra, da subito in prima linea contro il provvedimento di salvaguardia varato a maggioranza dal Consiglio regionale: "Così si blocca lo sviluppo, è un colpo mortale al turismo dell'Isola". E senza perdere tempo, ieri hanno scritto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Parole inequivocabili: la legge salvacoste è incostituzionale perché "agisce deliberatamente contro i Comuni e non in favore degli stessi. Addirittura in disaccordo, non essendoci stata la dovuta concertazione costituzionalmente stabilita". Con questo provvedimento - sentenziano i firmatari - si è arrecato un "grave pregiudizio economico-finanziario" agli enti locali che perderanno svariati milioni di euro di entrate Bucalossi e Ici.

Gli amministratori locali - tra i firmatari vi sono i sindaci di Olbia, Settimo Nizzi, e di Cagliari, Emilio Floris, entrambi di Forza Italia - hanno colpito nel segno: l'appello al premier, affinchè "nel primo Consiglio dei Ministri possibile, possa essere deliberata l'impugnativa della legge in questione per manifesta incostituzionalità", ha sortito l'effetto sperato nel giro di sole 24 ore.

E le reazioni degli ambientalisti non si sono fatte attendere: "La decisione del governo di impugnare la legge della Sardegna sulla salvaguardia del territorio è semplicemente scandalosa", dice Ermete Realacci della Margherita e presidente onorario di Legambiente che boccia la scelta del Consiglio dei ministri. "Il governo dei condoni e della sanatoria dell'abusivismo edilizio - aggiunge Realacci - impugna una legge che tutela il paesaggio, la bellezza e l'identità dell'isola. E' come impugnare il futuro della Sardegna. Su questo - conclude Realacci - chiederemo un immediato confronto in Parlamento".

"Siamo al salva-cantiere, ovviamente quello di casa Berlusconi. Una legge sacrosanta come è quella voluta dal presidente Soru a tutela del territorio della Sardegna", commenta Alfonso Pecoraro Scanio. Il presidente dei Verdi stigmatizza la decisione del governo: "Oltre alla tutela degli interessi personali di casa Berlusconi, il centrodestra mostra, ancora una volta, una straordinaria miopia nei riguardi della questione ambientale. La salvaguardia delle coste dalla erosione e dall'impatto delle costruzioni è, infatti, un aspetto politicamente irrinunciabile di qualsiasi progetto per il futuro del nostro paese".

(14 gennaio 2005)

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