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domenica 1 dicembre 2002    



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La carboniera Eurobulker nel canale di San Pietro
Canale di San Pietro, un'oasi da salvare
Il sindaco di Calasetta, Aversano, chiede più sicurezza
per il transito delle navi con carichi inquinanti

Erminio Ariu

PORTOSCUSO. C'è apprensione tra gli abitanti dei centri che si affacciano nella laguna di Sant'Antioco dopo il disastro ecologico provocato dalla petroliera Prestige, naufragata nell'Atlantico con il micidiale carico di petrolio, nelle stive. L'ultima onda nera, costituita da undicimila tonnellate di materiale inquinante e pare anche cancerogeno, è a poche miglia dalla costa spagnola i cui abitanti si trovano disarmati di fronte a questo disastro di portata imprevedibile.
Nella costa sud occidentale quella tragedia non è passata inosservata e il sindaco di Calasetta, Adriano Aversano, lancia un invito ai colleghi dei centri vicini perchè mettano in atto azioni di prevenzione per regolare il transito e lo stazionamento in rada delle navi cariche di materiali inquinanti.
«Quanto sta accadendo lungo le coste spagnole - sostiene Adriano Aversano - ci impone di attivare azioni di prevenzione che devono scongiurare simili disastri. Nel canale di San Pietro entrano petroliere e navi con carichi inquinanti e i controlli non sono efficienti».
Il sindaco di Calasetta e gli amministratori di Sant'Antioco, San Giovanni Suergiu e Carloforte hanno ancora fresca l'immagine del disastro ambientale prodotto dalla petroliera "Graziella Z" che nel '75 rilasciò enormi quantità di olio combustibile nella laguna dopo uno squarcio alla stiva. Poi ci sono i tragici avvenimenti dell'Eurobulker e i pericoli causati da navi che si sono incagliate nelle secche del canale o che sono state rimorchiate in porto gravemente inclinate. Tra i comuni di Calasetta, Carloforte e Sant'Antioco da qualche mese c'è una maggior intensità di vedute per far limitare il transito delle navi nel canale. «Con i sindaco delle due isola Eusebio Baghino (Sant'Antioco) e Marco Simeone (Carloforte) ma l'invito è esteso anche a San Giovanni Suergiu - preannuncia Adriano Aversano - ci stiamo adoperando per creare nel canale un'oasi marina. In questo modo le navi dovranno stare a distanza dalla costa. Spesso, quando le banchine di Portovesme non sono in grado di ospitare le navi mercantili questi mostri stazionano in rada per parecchi giorni». Le preoccupazioni degli amministratori della zona e degli abitanti dei centri costieri non sono dettati dall'emozione del momento. Già in passato il comune di Calasetta aveva inviato alla Capitaneria di porto un ordine del giorno approvato all'unanimità dall'assemblea civica con la richiesta di attuare contromisure per garantire maggiore sicurezza nel traffico marittimo nei pressi della costa. In prima linea sono anche gli abitanti di Carloforte giustamente preoccupati per eventuali disastri ambientali. Il problema del transito delle navi e delle petroliere nel canale di San Pietro sarà dibattuto mercoledi matina alle 12.30 su Rai 1 nella trasmissione "Radio a Colori" condotta da Oliviero Bea. «Sarà una trasmissione denuncia - avverte Antonello Repetto - perchè certe petroliere non possono e non debbono transitare in questo specchi d'acqua tra i più suggestivi dell'isola. Un incidente qualsiasi provocherebbe danni irreparabili all'ambiente marino e all'intera costa».



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