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 La carboniera Eurobulker nel canale di San Pietro
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Canale di San Pietro, un'oasi da salvare
Il sindaco di Calasetta, Aversano, chiede più sicurezza per il transito delle navi con carichi inquinanti
Erminio Ariu
PORTOSCUSO. C'è apprensione tra gli abitanti dei centri che si affacciano nella laguna di Sant'Antioco dopo il
disastro ecologico provocato dalla petroliera Prestige,
naufragata nell'Atlantico con il micidiale carico di petrolio, nelle stive. L'ultima onda nera, costituita da undicimila tonnellate di materiale inquinante e pare anche cancerogeno, è a poche miglia dalla costa spagnola i cui abitanti si trovano disarmati di fronte a questo disastro di
portata imprevedibile.
Nella costa sud occidentale
quella tragedia non è passata
inosservata e il sindaco di Calasetta, Adriano Aversano,
lancia un invito ai colleghi
dei centri vicini perchè mettano in atto azioni di prevenzione per regolare il transito e lo
stazionamento in rada delle
navi cariche di materiali inquinanti.
«Quanto sta accadendo lungo le coste spagnole - sostiene Adriano Aversano - ci impone di attivare azioni di prevenzione che devono scongiurare simili disastri. Nel canale di San Pietro entrano petroliere e navi con carichi inquinanti e i controlli non sono efficienti».
Il sindaco di Calasetta e gli
amministratori di Sant'Antioco, San Giovanni Suergiu e
Carloforte hanno ancora fresca l'immagine del disastro
ambientale prodotto dalla petroliera "Graziella Z" che
nel '75 rilasciò enormi quantità di olio combustibile nella
laguna dopo uno squarcio alla stiva. Poi ci sono i tragici
avvenimenti dell'Eurobulker
e i pericoli causati da navi
che si sono incagliate nelle
secche del canale o che sono
state rimorchiate in porto gravemente inclinate. Tra i comuni di Calasetta, Carloforte
e Sant'Antioco da qualche mese c'è una maggior intensità
di vedute per far limitare il
transito delle navi nel canale.
«Con i sindaco delle due isola
Eusebio Baghino (Sant'Antioco) e Marco Simeone (Carloforte) ma l'invito è esteso anche a San Giovanni Suergiu
- preannuncia Adriano
Aversano - ci stiamo adoperando per creare nel canale
un'oasi marina. In questo modo le navi dovranno stare a distanza dalla costa. Spesso,
quando le banchine di Portovesme non sono in grado di
ospitare le navi mercantili
questi mostri stazionano in
rada per parecchi giorni». Le
preoccupazioni degli amministratori della zona e degli abitanti dei centri costieri non
sono dettati dall'emozione del
momento. Già in passato il comune di Calasetta aveva inviato alla Capitaneria di porto un ordine del giorno approvato all'unanimità dall'assemblea civica con la richiesta di
attuare contromisure per garantire maggiore sicurezza
nel traffico marittimo nei
pressi della costa. In prima linea sono anche gli abitanti di
Carloforte giustamente preoccupati per eventuali disastri
ambientali. Il problema del
transito delle navi e delle petroliere nel canale di San Pietro sarà dibattuto mercoledi
matina alle 12.30 su Rai 1 nella trasmissione "Radio a Colori" condotta da Oliviero Bea.
«Sarà una trasmissione denuncia - avverte Antonello
Repetto - perchè certe petroliere non possono e non debbono transitare in questo
specchi d'acqua tra i più suggestivi dell'isola. Un incidente qualsiasi provocherebbe
danni irreparabili all'ambiente marino e all'intera costa».
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