|
Sant'Antioco, fare cultura con pochi mezzi
Il presidente della coop Studio 87: «Risorse scarse e manca una legge»
c.f.
SANT'ANTIOCO. «La Regione dovrebbe fare una legge
per i beni culturali che riordini il settore e dia garanzia di
fruibilità di servizi fondamentali per i cittadini quali quelli
all'informazione e all'istruzione». Così dice Marco Massa,
presidente della coop. Studio
87 che insieme all'Archeotur
gestisce, attraverso un progetto pluriennale, l'archivio storico del Comune, il forte Su
Pisu, il museo etnografico e il
villaggio ipogeo adiacente al
museo. «Occorre dare certezza di risorse e valorizzare il
patrimonio etnico e culturale
- aggiunge - la lingua sarda, come simbolo dell'identità della nazione, non è sufficiente se non è accompagnata
dalla tutela e dalla valorizzazione di tutta la nostra produzione culturale, dai luoghi, ai
monumenti archeologici ai
documenti e alla produzione
artistica. Per questo occorre
valorizzare e monitorare i
progetti del settore che, promossi con la ex legge 28, hanno permesso ai cittadini sardi
di fruire di servizi culturali
altrimenti destinati all'oblio
quando non al degrado e alla
distruzione. In questo settore
storicamente a fronte di 9mila miliardi di lire nel bilancio
regionale, la spesa era di soli
25 miliardi, vale a dire meno
dello 0,3 per cento. Se è vero
che si è deciso di puntare sul
turismo, la cultura è una
grande leva, ma a patto di fare degli investimenti, perché
occorrono specialisti, strumenti e quindi risorse». Nel
progetto pluriennale che ha
permesso all'Ati formata dalle due cooperative di vincere
il bando comunale vanno
messe in evidenza alcune proposte aggiuntive che elenca:
«Abbiamo proposto l'assunzione di due persone part time per le attività di laboratorio didattico, la ricostruzione
di una tomba nel villaggio ipogeo, il posizionamento dei
cannoni all'interno del forte
Su Pisu con la ricostruzione
della base in legno e la creazione di itinerari archeologici
e naturalistici con i nuraghi
S'ega e Marteddu e Grutt'i acqua. Abbiamo inoltre realizzato un depliant per le scuole e
già a partire da settembre,
quando abbiamo vinto l'appalto abbiamo ricevuto circa
500 studenti con oltre 800 ore
di consultazione».
|