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Prosegue la vertenza dei pescatori costretti a terra dalle esercitazioni militari
Pescatori, quattro duri anni di lotta
Oggi, incontro a Roma con il sottosegretario Cicu
per una risposta definitiva sugli indennizzi militari

e.c.

SANT'ANTIOCO. Una vertenza che dura da quattro anni. I pescatori combattono una dura battaglia contro il ministero della Difesa. Vogliono gli indennizzi perché nelle aree marine interdette, a causa delle esercitazioni militari, non possono più pescare. Molte luci ed altrettante ombre in una vicenda caratterizzata da momenti di grande tensione ma anche da importanti risultati. Oggi si gioca un partita forse decisiva. A Roma i pescatori incontrano il sottosegretario della Difesa, Salvatore Cicu.
Il momento decisivo della lotta è stato il 28 maggio 1998. In quell'occasione le marinerie del Sulcis si diedero appuntamento sulle banchine del porto di Sant'Antioco. Per molte ore furono bloccate le operazioni di scarico dei mezzi militari da una nave appena giunta dalla penisola. Uomini e mezzi erano destinati al poligono di Capo Teulada. Il blitz era frutto di mesi di tensione, caratterizzati da molti episodi di protesta. Dopo pochi giorni una delegazione di pescatori fu ricevuta al ministero della difesa: «Incontrammo il sottosegretario Massimo Brutti - ricorda, Bruno Busonera, allora segretario territoriale della Flai-Cgil - la delegazione sarda era accompagnata dal presidente della regione Federico Palomba, dall'assessore dell'ambiente Pasquale Onida e da diversi parlamentari e consiglieri regionali. Chiedemmo la modifica di un articolo della legge sulle servitù militari per equiparare la pesca alle altre attività produttive indennizzate». Sull'argomento si pronunciò il Consiglio di Stato che diede parere favorevole. Fu però nell'anno seguente che si cominciarono a cogliere i primi risultati: «Il nuovo sottosegretario Paolo Guerrini prese a cuore questa vertenza - aggiunge, Bruno Busonera - e in poco tempo venne firmato il decreto per gli indennizzi ai pescatori sardi. Il protocollo d'intesa venne firmato dal presidente della regione, Federico Palomba, e dal comandante del comando militare autonomo della Sardegna, generale Angelo Lunardo». Non tutte le richieste furono accolte ma l'accordo fu ritenuto soddisfacente. Nel duemila arrivarono perciò i primi pagamenti per gli anni 1997/1998. Iniziarono però anche le prime polemiche. Una denuncia alla magistratura portò ad inquisire 70 pescatori, con l'accusa di truffa allo stato. In pratica, secondo le motivazioni del rinvio a giudizio, non avevano alcun diritto agli indennizzi. Gli anni 2001 e 2002 sono stati caratterizzati da difficoltà burocratiche e ritardi nei pagamenti, ma anche dalle richieste, sempre più pressanti, della stipula di un nuovo protocollo. Di qui le ultime manifestazioni di protesta sfociate poi nell'occupazione delle acque interdette e nel blocco delle esercitazioni militari. Ora ci sono i presupposti per trovare un accordo definitivo ma occorrerebbe anche un po' di ragionevolezza. Oggi da Roma potrebbero arrivare delle notizie molto importanti.



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