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Sant'Antioco, in ritardo i lavori
Ex Palmas Cave, il recupero procede a passo di lumaca
Carlo Floris
SANT'ANTIOCO. Continua l'andirivieni
di camion dalla cava dell'ex Palmas Cave,
nel cantiere di Monti de su Sennori i mezzi
pesanti ogni giorno arrivano scarichi ed
escono portando via residui della precedente lavorazione di estrazione.
Il materiale estratto, pregiatissimo calcare, finisce in parte per la costruzione del
quinto anello della discarica di fanghi rossi per l'Eurallumina di Portovesme, e parte per essere bruciata in modo da abbattere il tenore di zolfo dei fumi di qualche stabilimento della zona industriale del Sulcis.
Quello che preoccupa i cittadini di Sant'Antioco e le maestranze della ex Sardamag,
occupate nei lavori di ripristino del territorio deturpato dalla pluriennale attività di
scavo, è che in questo modo, anziché cominciare a recuperare e ripristinare il territorio, si procede ad un ulteriore abbassamento dei livelli del terreno aumentando
anche a vista, la percezione dello scavo precedente. A questo punto ci si chiede se e di
quale tenore sia il piano di ripristino ambientale, e se ci sia perché procede con
estrema lentezza. Non si vede niente, né
del ripristino dei luoghi, né del lavoro di
strutturazione di una viabilità interna all'area della vecchia cava, né della piantumazione con le essenze possibilmente originarie di cui s'era tanto parlato. Gli operai
continuano ad andare al lavoro, ma non si
percepisce nessun progetto vero di risanamento. E questa enorme ed antica ferita
aspetta ancora di essere rimarginata. Ma
non basta, pare che anche dalla cava della
piana di Cannai della ex Calcidrata prosegua l'opera di asportazione del materiale
ma non è noto se e quando il Comune abbia concesso le autorizzazioni alla modifica dei siti. Queste discariche fanno ormai
parte dell'ambiente e devono essere risistemate. Per un'isola con aspirazioni turistiche, la risistemazione di tutta quell'area
non può passare in secondo piano e grande
deve essere la sorveglianza dell'amministrazione e l'attenzione dei lavoratori impiegati nell'attività di ripristino affinché
anche questo lavoro non finisca tra le occasioni perdute. Su parte di quei terreni ora
ambisce trovare spazio l'amministrazione
comunale per la realizzazione del palazzetto dello sport e a questo proposito i rappresentanti dei lavoratori chiedono un momento di incontro con l'amministrazione
sul futuro dell'area, perché l'esigenza di dare risposte ai progranmmi dell'amministrazione s'incontri con l'esigenza di un'occupazione più stabile e dignitosa per i lavoratori.
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