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venerdì 13 settembre 2002    



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SANT'ANTIOCO, IL SINDACO ALL'ASSESSORE DELL'AMBIENTE
Troppe doppiette, alt alla caccia
«Incidenti e danni ambientali, la situazione è degenerata»

c.f.

SANT'ANTIOCO. La stagione comincia male per i cacciatori. Il sindaco Eusebio Baghino (foto)ha scritto una lettera all'assessore regionale all'Ambiente Emilio Pani per dirgli: «Ho esaminato con attenzione il delicato problema della pressione venatoria in considerazione dell'eccessivo numero di cacciatori presenti sul territorio, sempre più ridotto a causa dell'aumento delle case di campagna - e prosegue -: Il numero dei cacciatori è di 400 in appena 5 mila ettari effettivi di disponibilità per l'attività di caccia, comprese le zone libere, il territorio è dunque frequentato da una quantità enorme di cacciatori. Purtroppo, la situazione sta degenerando. Infatti negli ultimi anni, si sono verificati diversi incidenti di caccia (fortunatamente non mortali) e la mia preoccupazione aumenta al pensiero che durante la prossima stagione venatoria possano verificarsi fatti ben più gravi. Ti invito pertanto a riflettere e a considerare positivamente la possibilità di chiudere la caccia in attesa della definizione del nuovo assetto territoriale».
La richiesta del sindaco se da un lato incontrerà i favori delle associazioni ambientaliste e di coloro che sono in qualche modo contrari alla caccia, senz'altro coglierà di sorpresa i cacciatori del paese. Infatti la richiesta arriva all'inizio dell'attività venatoria, dopo che l'autogestita, che governa gran parte del territorio, aveva provveduto al ripopolamento per la nuova stagione e così, verrebbero vanificati gli investimenti fatti. D'altra parte, fra i contadini c'era chi protestava per l'invasione dei fondi ma anche chi era contento per il contributo delle doppiette all'eliminazione dei voracissimi conigli, quaglie e pernici che vanificano spesso il lavoro di un anno.
La "partita di caccia" non terminerà senz'altro con questa puntata ed è certo che, in una piccola isola come la nostra, probabilmente va ripensato il modo di praticare l'attività venatoria.



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